Le Argille

Per realizzare un manufatto ceramico la prima fase è la manipolazione dell’argilla.
Generalmente crude hanno una colorazione grigia, mentre con la cottura, se al loro interno presentano molto ferro assumeranno una colorazione rossa intensa, fino ad arrivare al bianco puro, se prive di ferro.
Ogni materiale ceramico presenta due caratteristiche:

  • La DUREZZA
  • La POROSITA’

La durezza contraddistingue composizioni ricche di silicati.
E’ una caratteristica delle porcellane che sono più dure, e quindi, meno fragili e meno porose delle terre cotte (porosità chiusa).
La porosità è una caratteristica delle terre cotte che sono molto più fragili e delicate (porosità aperta).
Dopo aver depurato la creta dalle parti grossolane la si modella con facilità in quanto piuttosto plastica, mantiene la forma datale e non cade su se stessa.
E’ importante sbatterla su un piano per evitare la formazione di bolle d’aria che possono portare alla rotture del pezzo.
Dopo la manipolazione si lascia essiccare il manufatto e poi si consolida con la cottura in forno ad almeno 700° a temperatura uniforme.
Dai manufatti ceramici possiamo leggere la storia dell’umanità.
Infatti a partire dalla preistoria nacque l’esigenza di creare oggetti utili, fino ad arrivare alla produzione artistica.
Gli uomini eseguivano manipolazioni manuali, poi incominciarono ad usare degli stampi a pressione, ed arrivarono poi alla creazione e all’uso del tornio, che permetteva di fare oggetti molto precisi.
I manufatti venivano decorati con delle incisioni, ma anche con gli ingobbi, cioè dei colori che si stendevano sull’oggetto quasi asciutto.
La cottura permette la fusione e quindi di fissare permanentemente la decorazione sul pezzo che, penetrando in profondità e non rimanendo solo in superficie.
Se invece la decorazione è a freddo e quindi non è stata consolidata con la cottura, rimane in superficie ed è facilmente removibile, specialmente durante la fase di pulitura.

Operazioni del restauro ceramico:

Varie Argille

Scheda stato del manufatto

Si esegue una scheda per documentare le condizioni dell’opera.
Ecco un esempio di schedatura:

Scheda nr.
Oggetto: Provenienza:
Luogo di conservazione: Proprietà:
Stato del materiale all’ingresso in laboratorio:
Documentazione:
Fotografie: Prima, durante e dopo il restauro. Diapositive:
Radiografie: Altro:
Interventi:
Pulitura: Consolidamento:
Incollaggio: Integrazione:
Osservazioni:
Frammenti ceramica

Pulitura

La pulitura è un intervento che ha lo scopo di rimuovere lo sporco intaccato e ogni residuo di vecchie colle.
Si tratta di un’operazione irreversibile e piuttosto pericolosa, perciò va eseguita con molta attenzione.

Per la pulitura si parte dal solvente meno invasivo: l’acqua, poi si passa all’alcool fino a quello più aggressivo cioè l’acetone.
In presenza di residui di silicone viene usata la benzina.

Si forma un tamponcino di cotone idrofilo sull’estremità di una pinza, lo si imbeve ad esempio di acetone e lo si passa sul pezzo da pulire.

Pulitura ceramica

Consolidamento

L’intervento di consolidamento ha lo scopo di ridare unità ai frammenti che si dilatano e si staccano.
Le maioliche difficilmente necessitano di un consolidamento, può succedere in casi rari:
per una cattiva cottura o a causa della formazione di sali minerali.

Il consolidamento è più frequente nelle terre cotte, si può effettuare con il 5% di PARALOID B72 e il 95% di ACETONE.

Preassemblaggio

Si tratta di un’operazione fondamentale per capire come assemblare i vari frammenti e per rendersi conto se vi sono delle mancanze, ma anche per preventivare il tempo di incollaggio.

Consiste nel montaggio provvisorio dei vari pezzi usando delle striscioline di nastro adesivo.

Prima si incollano i pezzi più piccoli fra loro, poi si fanno aderire quelli più grandi.

Preassemblaggio ceramica

Incollaggio

La ricostruzione va eseguita in una sola volta. Per incollare i frammenti al posto delle colle organiche che subiscono attacchi biologici, si preferisce usare le colle acriliche come ad esempio la PARALOID B72 solubile in acetone:
1) 50% perle PARALOID B72 + 50% ACETONE, si ottiene un ottimo adesivo che consolida totalmente, in 72 ore ma già dopo 24 ore rende lavorabile il pezzo.
2) Si possono usare anche le Aralditi: colle acriliche con diversi tempi di asciugatura.
Si stende l’adesivo su un lato del frammento e lo si fa aderire all’altro pezzo esercitando una forte pressione. Si possono anche utilizzare delle striscioline di nastro adesivo per tenere insieme i cocci fino all’essicazione completa della colla.

Incollaggio ceramica

Integrazione

Vi sono diverse tipologie di ricostruzione.
Gli stucchi da ricostruzione sono materiali colabili che necessitano di un supporto: se la mancanza è di piccole dimensioni si stende del nastro adesivo, se invece presenta maggiori dimensioni si utilizza della cera lavorabile (cioè del pongo) coperto da una pellicola per evitare che la componente oleosa intacchi l’originale.
Dopo aver creato il supporto posso utilizzare dei polimeri sintetici oppure gesso con acqua. Si possono usare anche le Gomme Siliconiche Plasmabili che però sono costosissime e non sono riutilizzabili. Generalmente i materiali da ricostruzione hanno pochissimo ritiro.
Per un reperto archeologico ed una ceramica porosa, come le terre cotte, l’integrazione si effettua con il 50%  di Gesso Alabastrino con aggiunta del 50% di Polyfilla. Mentre per ricostruire delle maioliche e delle porcellane si usa dello Stucco Poliestere Bicomponente.
INTEGRAZIONE CON LA POLYFILLA E IL GESSO ALABASTRINO
La Polyfilla è una miscela già pronta di gesso e colla acrilica. Lo Stucco Alabastrino è un gesso dentistico, caratterizzato da uno scarso ritiro.
Si prende un vasetto di caucciù, si versa un poco di acqua e si aggiungono a pioggia in parti uguali la Polyfilla ed il Gesso Alabastrino. Si scuote il contenitore e si mescola pochissimo per evitare la formazione di bolle d’aria. Bisogna preparare poco stucco per volta, in quanto indurisce piuttosto rapidamente. Così, si ottiene uno impasto più poroso, più opaco, più reversibile e facilmente stendibile.
Una volta asciutto si può levigare e anche ritoccare pittoricamente se non già pigmentato.
INTEGRAZIONE CON LO STUCCO POLIESTERE BICOMPONENTE
Lo Stucco Poliestere Bicomponente è costituito dal componente (A) e dall’indurente (B).
Si stende su un piano pulito il componente (A), con una quantità pari ad un cucchiaino, poi si posa anche l’indurente (B), con una quantità pari ad un chicco di riso, si mescolano bene insieme e poi si posa lo stucco sul supporto preparato per sostenerlo fino all’essicazione.
Anche in questo caso una volta indurito può essere lisciato e ritoccato pittoricamente.
Con questo materiale si ottiene uno stucco più lucido e molto simile alla cristallina delle porcellane.

Ritocco pittorico

Si esegue direttamente sugli stucchi da ricostruzione mediante i colori a vernice. Si tratta di colori completamente reversibili, con i quali si integrano lacune decorative.
Generalmente la committenza privata richiede un ritocco mimetico, anche se esteticamente meno corretto.

Opera ceramica restaurata